Naturopata: cosa fa, cosa studia, perchè andarci

  • By Monica
  • Luglio 24, 2022
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natura

Nel corso degli anni è cresciuto il numero di coloro che si sono affidati alla naturopatia per curare i propri problemi di salute. La naturopatia non può essere considerata una scienza, ma un’arte meravigliosa al servizio di ogni essere umano, avendo come unico obiettivo quello della cura della persona, non sostituendosi certamente alla medicina tradizionale ma dove possibile, affiancandola.

La naturopatia: un mondo immenso

La naturopatia, letteralmente “sentiero della natura”, si propone come fine, il ripristino della salute del paziente grazie a un approccio di tipo olistico, cioè capace di esaminare l’individuo nel suo complesso e in ogni sua dimensione: fisica, emotiva, mentale e spirituale. La malattia per la naturopatia è pertanto la conseguenza di uno “squilibrio energetico” dovuto a cause fisiche, chimiche, metaboliche, genetiche, emotive, sociali, mentali, spirituali, sulle quali bisogna intervenire sostenendo le forze auto-guaritrici dell’organismo, attraverso pratiche come: massaggi, riflessologia plantare, idroterapia, cromopuntura/cromoterapia, floriterapia, climatoterapia, aromaterapia e altre, per ripristinare “l’equilibrio energetico”.

Quindi diversamente dalla medicina tradizionale che cura attraverso un approccio di tipo specialistico singoli organi e malattie, la naturopatia cura l’individuo individuando le cause e considerando la malattia come parte di un tutto.

Chi è e come interviene il naturopata

Il naturopata è una figura autonoma rispetto ad altre che curano la persona e ha una formazione tale da potergli permettere di collaborare con il medico o altre figure socio-sanitarie; per esempio per ridurre il tempi di una terapia. Al tempo stesso il naturopata non formula diagnosi, non rilascia ricette e non interferisce con le prescrizioni di farmaci e rimedi suggeriti dai medici ma fornisce consigli e indicazioni basandosi su rimedi naturali.

Avendo un approccio di tipo olistico al paziente, sarà inoltre in grado di occuparsi di tutti i piani dell’esistenza umana da quello fisico a quello energetico utilizzando ogni strumento offerto dalla natura: dai fiori di Bach a quelli australiani, ai rimedi fitoterapici, agli oli essenziali, alle tecniche corporee come la riflessologia plantare, quella craniosacrale, la kinesiologia, solo per citarne alcuni.

Particolarmente importante per il naturopata è l’approccio all’alimentazione, in quanto il cibo è ritenuto la prima medicina. Naturalmente il naturopata non può prescrivere delle diete (non essendo un nutrizionista o un dietologo) ma può dare consigli su cosa mangiare, quando mangiare e come, oltre che su quelle che sono le corrette combinazioni alimentari, insegnandoci a curarci ogni giorno con l’alimentazione. Ma perché intervenga in modo efficace, è necessario che il naturopata faccia prima una buona anamnesi del paziente, indagando e osservando il corpo, visto come strumento di comunicazione ma anche considerando la storia della persona in quanto il suo benessere è condizionato da quello che è il contesto famigliare, sociale ed ambientale in cui vive. Il naturopata quindi, per dare nuova stabilità a quello che è l’equilibrio energetico del paziente, dovrà mettere in atto delle buone pratiche di tipo:

  • Educativo: informazione del paziente dei giusti comportamenti da adottare per il raggiungimento di uno stato di benessere.
  • Preventivo: individuazione dei comportamenti inadeguati del paziente, fornendo consigli idonei a prevenire l’insorgenza dei disturbi.
  • Assistenziale-terapeutico: supporto alle terapie medico-chirurgiche per ottimizzarne l’efficacia evitando possibili effetti collaterali; sostegno psicologico al malato, aiutandolo a riconoscere e ad affrontare gli squilibri psico-fisico-emozionali.

Il percorso formativo di un naturopata

Nel 2010, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel suo documento “Standard per la formazione in Naturopatia – Standard per la formazione in medicina tradizionale/complementare e alternativa” ha definito quelli che sarebbero dovuti essere gli standard di un percorso formativo di qualità per i naturopati a beneficio dei loro clienti. Il naturopata attraverso un percorso scolastico formativo solitamente della durata di quattro anni studierà e sosterrà esami di biologia, chimica, anatomia, fisiologia per una formazione completa a partire dello studio dell’organismo umano.

Ma questo percorso formativo accanto a materie di base, prevede anche lo studio di materie specialistiche quali: la medicina tradizionale cinese, la kinesiologia applicata, l’omeopatia, la medicina ayurvedica, il primo soccorso sanitario, il naturoigienismo, l’iridologia, la riflessologia plantare, il feng shui, la cromopuntura, la psicologia degli archetipi, i sali di Schussler, la sparigia, la fitoterapia. Inoltre vi sono diverse specializzazioni, tra le più diffuse: l’iridologia, che attraverso lo studio dell’iride ci permette di conoscere lo stato fisico del paziente e l’agopuntura che, attraverso l’inserzione di aghi in punti specifici del corpo, agisce sui vari stati di salute del paziente.

Perché rivolgersi a un naturopata

Sono undici milioni gli italiani che negli ultimi anni hanno fatto ricorso alla naturopatia, un numero in continua crescita. Questo nonostante l’ostilità che ancora perdura in una parte importante della medicina ufficiale. Ma perché rivolgerci a un naturopata? Innanzitutto è bene fare una premessa: quando i disturbi sono di lieve entità il naturopata può fare molto ma nelle situazioni di criticità e pericolo il medico è la figura più adatta alla loro gestione.

Le motivazioni possono essere molteplici. A partire da una insoddisfazione verso un approccio medico-tradizionale che si limita ad applicare dei rigidi protocolli, poco interessato al vissuto del paziente e di conseguenza non mettendo la malattia in relazione al contesto di vita dello stesso. Ma anche quando, nel caso di malattie non gravi, si voglia evitare il ricorso a farmaci che spengono semplicemente il sintomo. Così se un approccio medico a un alto livello di colesterolo comporterà una semplice somministrazione di statine, un naturopata vedrà nel colesterolo alto un segnale di allarme sul quale intervenire cambiando un qualcosa nella propria vita a partire dalle abitudini alimentari. O ancora spinti dalla necessità di divenire più consapevoli degli strumenti e risorse utili per guarire l’emozione e non il sintomo, si vuole intervenire proprio su quei disturbi della sfera emotiva quali paura, rabbia, svalutazioni, sensi di colpa, ansia.

Monica

Benvenuti a tutti sul mio blog! Mi chiamo Monica e nella vita gestisco un salone di bellezza. Oltre a svolgere il mio lavoro ordinario, mi piace condividere con voi alcuni consigli di reale utilità per aiutarvi ad acquistare i prodotti giusti su misura per le vostre esigenze.

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